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Autore Messaggio
crinops


Registrato: 07/09/2010 07:48:58
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buongiorno

Un mio amico col conto in Sella ha ricevuto la seguente mail dalla sua succursale Sella.

In pratica viene detto che con un conto in valuta diversa dall'euro, per importi depositatit inferiori a 51.645,69 euro non si pagano le imposte del 20% (poi 26%) sul capital gain in valuta
Volevo avere altre informazioni, prima di tutto se è posibile. Poi se è possibile, farò domande specifiche.


Secondo quanto stabilito dalla Legge (DPR 22-12-1986 n.917 art 67, comma 1 lett. c-ter e comma 1-ter), la tassazione delle plusvalenze realizzate a fronte di operazioni in valuta è dovuta solo a condizione che, nell’anno solare, la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta intrattenuti sia superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi continui, utilizzando per il calcolo della giacenza il cambio vigente all'inizio del periodo di riferimento cioè 1° gennaio (circolare ministeriale n. 165 del 24.6.1998 ).

Per il calcolo della giacenza complessiva devono essere sommati tutti i controvalori dei depositi e conti intrattenuti anche di valute diverse. Esempio: una posizione in sterline per un controvalore di 30.000 euro e una posizione in dollari usa per un controvalore di 40.000 euro formano una posizione complessiva di 70.000 euro. L’importo, superiore alla soglia stabilita di 51.645,69 euro di controvalore, se tenuto in giacenza per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi, attiva la condizione prevista dalla Legge.

Nel calcolo della giacenza complessiva bisogna considerare tutti i rapporti in divisa accesi dallo stesso intestatario in essere anche su diversi intermediari. Pertanto è necessariamente a carico del Cliente verificare il raggiungimento di tale condizione.

Se ricorrono quindi i presupposti indicati dalla norma, cioè che la giacenza sia superiore a 51.645,69, per almeno sette giorni lavorativi continui, la normativa pone in carico al Cliente l'onere di indicare nella dichiarazione dei redditi le plusvalenze realizzate.
stefano.gaiotto


Registrato: 08/11/2013 16:52:42
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Buonasera crinops,
le confermiamo che ai sensi degli artt. 67 e 68 del TUIR le operazioni di prelievo e cessione di valuta da conti valutari che, complessivamente considerati, non superino la soglia di 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi di giacenza, non hanno rilevanza fiscale e quindi, eventuali plusvalenze realizzate con le predette operazioni di cessione/prelievo di valuta estera, non sono imponibili.
In caso di superamento della soglia quantitativa e temporale i conti valutari assumono invece rilevanza fiscale, ma la Banca non può fungere da sostituto d'imposta; pertanto in quel caso l'onere di indicare nella dichiarazione dei redditi eventuali plusvalenze resta a carico del cliente.

Buona serata

Stefano - Staff GBS
crinops


Registrato: 07/09/2010 07:48:58
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grazie per la risposta
vorrei fare una serie di considerazioni, la pregherei di confermarmi o meno ognuna di esse
1- la gestione patrimoniale è dichiarativa, non amministrata
2- se ho 10.000 eur su un conto in franchi, 20.000 eur su un conto in sterline, e 100.000 in euro, l'articolo di legge si può applicare, perchè si basa solo sulla giacenza in valuta, quindi su 30.0000 = 10.000 + 20.000, ignorando il 100.000 in euro. Ovviamente con i 30.000 nell'anno non dovrei superare i 51.645,69 euro per almeno 7 giorni
3- con un conto in valuta se opero su forex, l'operazione rientra fra quelle contemplate
4- con un conto in valuta se opero su azionario non euro, l'operazione rientra fra quelle contemplate
5- con un conto in valuta se opero su azionario euro, l'operazione rientra fra quelle contemplate?
6- con un conto in valuta se opero su CFD di azionario non euro, l'operazione rientra fra quelle contemplate?
7- se sul conto in valuta rispetto la soglia di 51.645,69 euro, però da questo conto realizzo un prelievo o giroconto su conto in euro, la tassazione viene applicata sul secondo conto in euro?

Buona giornata
stefano.gaiotto


Registrato: 08/11/2013 16:52:42
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Buonasera crinops,
le rispondo di seguito ai vari punti:
1- ai conti valutari non si applica il regime del risparmio amministrato, per cui eventuali plusvalenze fiscalmente rilevanti sono necessariamente in regime dichiarativo; unica eccezione è data dai conti valutari collegati ad una gestione patrimoniale in regime del risparmio gestito: in questo caso anche le operazioni di cessione di valuta vengono assorbite dal predetto regime fiscale;
2- le confemo che la soglia è calcolata come somma della giacenza dei vari conti in valuta esclusi quelli in euro;
3- 4- 5- 6- in riferimento a questi punti: ove il conto di appoggio delle operazioni di compravendita di strumenti finanziari sia un conto valutario e non un conto euro, gli addebiti al conto valutario che avvengano in occasione dell'acquisto dello strumento finanziario equivalgono, fiscalmente, a cessione di valuta; per contro, eventuali accrediti al conto valutario che avvengano in occasione della cessione/rimborso/chiusura di operazioni su strumenti finanziari corrispondonto, fiscalmente, ad acquisti di valuta. Le predette operazioni di cessione di valuta generano redditi fiscalmente rilevanti qualora la giacenza complessiva dei conti valutari intrattenuti dal soggetto abbia sforato, nel corso dell'anno solare, la soglia di 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi;
7- ove nel corso dell'anno solare non sia mai stata raggiunta la soglia di 51.645,69 euro, il conto valutario e, conseguentemente, le cessioni di valuta, non assume rilevanza fiscale e, quindi, nè il prelievo per contanti nè il trasferimento ad un conto in euro si configurano come operazione fiscalmente rilevante e, conseguentemente, non è dovuta alcuna imposta.

Le auguro una buona serata

This message was edited 1 time. Last update was at 24/03/2014 17:14:01


Stefano - Staff GBS
crinops


Registrato: 07/09/2010 07:48:58
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grazie mille delle preziose informazioni.
Mi chiedo come mai questa possibilità non venga pubblicizzata a sufficienza fra i trader.

crinops


Registrato: 07/09/2010 07:48:58
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Chiedendo chiarimenti in merito alla questione, mi sono rivolto al forum di Forex e Fisco, al seguente indirizzo.
http://www.trading-team.net/threads/2528-Forex-e-Fisco-Guida-Pratica?p=94094&viewfull=1#post94094

la risposta e' la seguente
La questione è stata ampiamente chiarita e dibattuta in ben due risoluzioni emanate dall`Agenzia delle Entrate, la N.67E del 6 luglio 2010 e la N. 102E del 25 ottobre 2011
con i seguenti pdf
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/nsilib/nsi/documentazione/provvedimenti+circolari+e+risoluzioni/risoluzioni/archivio+risoluzioni/risoluzioni+2010/luglio+2010+risoluzioni/ris+67+del+06+07+2010/ris67Edel6luglio2010.pdf
e
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/69c66a8048d24597b4b1bfd59d637248/Ris+102e+del+25+10+11.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=69c66a8048d24597b4b1bfd59d637248


In pratica l`orientamento seguito da Fisco italiano è quello di assimilare a rendite finanziarie soggette ad imposta sostitutiva qualsiasi contratto che abbia ad oggetto non la consegna fisica di valuta estera, come ad esempio può essere una semplice operazione di cambio valuta, ma il diritto di ricevere un differenziale di prezzo in base all'andamento della coppia valutaria scambiata, operazione che in genere prevede il pagamento di un margine e non la consegna fisica del sottostante (della valuta) e che come tale viene tassata come un qualsiasi contratto derivato, come i futures e le opzioni.

Pertanto la legge a cui si fa riferimento, ossia l'esclusione dalla tassazione delle cessioni di valute rinvenienti da depositi o conti correnti nel caso in cui la giacenza massima complessiva dei depositi e conti correnti in valuta detenuti non sia stata superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi continui, non riguarda i conti di trading che hanno per oggetto l'intermediazione di contratti derivati.

Tanto per capirsi è assurdo che qualcuno possa ritenere che basti semplicemente denominare in valuta estera un conto di trading per cammuffare l'intermediazione di contratti derivati come un contratto di deposito di valuta estera.


Se sul deposito in valuta non vengono eseguite operazioni, alla chiusura del deposito in valuta l' eventuale plusvalore dovuto al cambio, non è imposta tassazione.
Invece se con il deposito vengono eseguite operazioni con derivati, su questi, si pagano le tasse.
Pertanto da un deposito in valuta occorre discernere i due aspetti.

Alla fin fine chi risponde al Fisco di eventuali scorrettezze dichiarative sarà il contribuente/cliente e non l`intermediario..

Se non vi sono altri documenti in merito, ritengo la quetione chiusa.

This message was edited 5 times. Last update was at 23/04/2014 10:25:31

stefano.gaiotto


Registrato: 08/11/2013 16:52:42
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Buongiorno crinops,
la nostra precedente risposta riguarda la fiscalità dei conti valutari e a questo proposito le confermiamo che eventuali cessioni di valuta estera, detenuta nell'ambito di un conto valutario assumono rilevanza fiscale solo superate le soglie di 51.645.69 euro per almeno 7 giorni consecutivi.
Le operazioni rolling spot invece, in quanto rientranti nella defizione di "strumenti derivati", scontano il relativo regime fiscale che è quello tipico degli strumenti finanziari e che non prevede soglie nè quantitative nè temporali.

Buona giornata


Stefano - Staff GBS
crinops


Registrato: 07/09/2010 07:48:58
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In alto scrivete:

3- 4- 5- 6- in riferimento a questi punti: ove il conto di appoggio delle operazioni di compravendita di strumenti finanziari sia un conto valutario e non un conto euro, gli addebiti al conto valutario che avvengano in occasione dell acquisto dello strumento finanziario equivalgono, fiscalmente, a cessione di valuta


cioè avete scritto: ... le operazioni dei punti 3,4,5,6 (cioè forex, azionario, cfd) ... equivalgono a cessione di valuta.

Se mi fossi fermato alla vostra risposta, sarei incorso in errori col Fisco.

stefano.gaiotto


Registrato: 08/11/2013 16:52:42
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Buongiorno crinops,
la nostra risposta riguardava esclusivamente l'eventuale rilevanza fiscale ai sensi degli artt. 67 e 68 del TUIR sulle operazioni di prelievo e cessione di valuta da conti valutari relativa anche alle operazioni di acquisto/vendita di titoli/strumenti finanziari denominate in valuta estera e citati come esempio nei punti 3 - 4 - 5 - 6 del post precedente.
E' necessario precisare infatti che, oltre alla fiscalità specifica del singolo strumento finanziario, possono assumere rilevanza fiscale anche ai sensi della normativa dei conti valutari, in base alla quale, qualora il saldo complessivo dei conti valutari intrattenuti dal singolo contribuente sfori il tetto di 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi, l'uscita di valuta dal conto valutario della valuta al momento dell'acquisto del titolo si qualifica come cessione della stessa ed il relativo eventuale guadagno si qualifica come plusvalenza fiscalmente imponibile.
In pratica, le differenze di cambio che intervengono nel periodo in cui la valuta è investita nello strumento finanziario confluiscono nella plusvalenze/minusvalenza del titolo, quelle che intervengono nel periodo in cui la valuta è materialmente depositata sul conto valutario hanno storia a sè e assumono rilevanza solo se si superano le soglie sopra descritte.

Buona giornata

Stefano - Staff GBS
acquamimmi


Registrato: 23/09/2014 13:09:57
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Buongiorno,
sono nuovo del forum ed avrei un quesito in merito.
Dunque, se ho ben capito: se io ho un cc in valuta per $500.000 aperto nel 2012 su cui opero solo tramite strumenti nella stessa valuta e collegati a tale cc senza mai prelevare/bonificare al di fuori di questo cc (per intenderci: compro dollari e me li tengo) non sono tenuto a dichiarare niente. Infatti, nonostante io superi di gran lunga i €51.645,69 + la giacenza sia ben superiore ai 7 gg + incassi cedole/dividendi/rimborsi/chiusura dai titoli in valuta da me sottoscritti....dato che non effettuo MAI bonifici in uscita dal cc, non avviene la "cessione" di cui si larlava sopra.
Corretto??
Grazie in anticjpo per la preziosa collaborazione
sara.fabbro


Registrato: 15/04/2010 19:13:00
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Buonasera acquamimmi,
si considera cessione anche l'utilizzo della valuta estera per l'acquisto di strumenti finanziari denominati nella stessa nutura.

Buona serata



Sara - Team GBS

bruno


Registrato: 01/12/2014 21:59:10
Messaggi: 1
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Vorrei sottoporre un caso particolare nello stesso contesto.

Lo scorso settembre ho bonificato da due conti correnti negli USA due somme risultati dalla vendita di azioni acquistate nel corso degli anni ottanta grazie ai versamenti di una parte del mio stipendio che veniva utilizzato per acquistare azioni della mia societa'.

Essendomi recentemente licenziato dalla mia azienda ho trasferito questo contante sul mio conto in valuta in Italia per un totale di ca. 120.000$. Non sapendo della regola della tassazione ho trattenuto questi soldi da settembre ad oggi.

Come faccio a calcolare il guadagno ottenuto se procedessi ad una cessione in EURO ? Inoltre quanto dovrei pagare ? Il 12,5% ? il 20% ?

Vorrei eliminare questo conto per essere sicuro di non avere pendenze con il fisco nel corso degli anni.



Davide Monte


Registrato: 18/10/2011 14:41:22
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bruno wrote:Vorrei sottoporre un caso particolare nello stesso contesto.

Lo scorso settembre ho bonificato da due conti correnti negli USA due somme risultati dalla vendita di azioni acquistate nel corso degli anni ottanta grazie ai versamenti di una parte del mio stipendio che veniva utilizzato per acquistare azioni della mia societa'.

Essendomi recentemente licenziato dalla mia azienda ho trasferito questo contante sul mio conto in valuta in Italia per un totale di ca. 120.000$. Non sapendo della regola della tassazione ho trattenuto questi soldi da settembre ad oggi.

Come faccio a calcolare il guadagno ottenuto se procedessi ad una cessione in EURO ? Inoltre quanto dovrei pagare ? Il 12,5% ? il 20% ?

Vorrei eliminare questo conto per essere sicuro di non avere pendenze con il fisco nel corso degli anni.






Buongiorno Bruno,
come riportato nei precedenti post, le cessioni ed i prelievi di valuta estera proveniente da depositi e conti correnti valutari che nel periodo di imposta abbiano avuto una giacenza superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi, generano plusvalenze imponibili nell'ambito del regime dichiarativo.
Il reddito imponibile corrisponde alla differenza positiva tra il corrispettivo della cessione (o il valore normale della valuta alla data di effettuazione del prelievo) ed il costo di acquisto.
Qualora vi siano stati più acquisti nel corso del tempo deve essere applicato il criterio LIFO (last in first out: si considera venduta per prima la valuta acquistata per ultima).
Per quanto riguarda l'aliquota da applicare con effetto 1 luglio 2014 l'aliquota di tassazione è passata dal 20% al 26%.
Pertanto alle plusvalenze rivenienti da cessioni o prelievi effettuati entro il 30 giugno 2014 andrà applicata l'aliquota del 20% mentre alle cessioni e prelievi effettuati dal 1 luglio 2014 andrà applicata l'aliquota del 26%.

Buona giornata
Davide - Staff GBS

maestrale942


Registrato: 30/03/2016 10:22:56
Messaggi: 4
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Buongiorno a tutti. Sono nuovo del forum ed avrei un quesito relativo all'art. 68 del TUIR, che ad un certo punto recita:

"Per le valute estere cedute a termine si assume come costo il valore della valuta al cambio a pronti vigente alla data di stipula del contratto di cessione. Il costo o valore di acquisto e' documentato a cura del contribuente. Per le valute estere prelevate da depositi e conti correnti, in mancanza della documentazione del costo, si assume come costo il valore della valuta al minore dei cambi mensili accertati ai sensi dell'articolo 110, comma 9, nel periodo d'imposta in cui la plusvalenza e' realizzata. Le minusvalenze sono determinate con gli stessi criteri stabiliti per le plusvalenze."

Ora mi chiedo: perchè non utilizzare sempre la facoltà concessa di calcolare i valori di carico della valuta ceduta, utilizzando il cambio minimo mensile? Questo eviterebbe errori ed una serie lunga e complicata di calcoli (e documentazione da raccogliere). Inoltre, se il mio ragionamento è corretto, applicando il cambio minimo mensile dell'anno di riferimento, difficilmente verrebbero generate plusvalenze. Infine, il minore dei cambi mensili accertati, è pubblicato sul sito di Banca d'Italia (cambi mensili - serie storica) facilmente raggiungibile da chiunque (per il 2015 euro/dollaro 1,0736)

Vi ringrazio per l'attenzione e rimango in attesa dei vostri preziosi commenti.



elena.papurello


Registrato: 30/09/2015 10:46:13
Messaggi: 280
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Ciao maestrale942, la normativa prevede la facoltà di calcolare i valori di carico della valuta ceduta utilizzando il cambio minimo, nell'ipotesi che il costo di acquisto non possa essere documentato. In tale ipotesi il cambio però risulta essere più penalizzante per il contribuente, trattandosi di un cambio più sfavorevole del periodo. I cambi da prendere come riferimento vengono approvati mensilmente con appositi provvedimenti del Direttore Centrale della Direzione Centrale Normativa Agenzia delle Entrate, pubblicati sia sul sito dell'Agenzia delle Entrate sia sulla Gazzetta Ufficiale.
Buona giornata.

Elena - Team GBS
 
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